Diversity & Inclusion

Diversity, Inclusion, Equality

La diversità rappresenta la pluralità di punti di vista con cui ciascuno di noi contribuisce grazie al proprio background differente, quella stessa pluralità di vedute che cerco di far emergere con Unlimited Views. Le macro-differenze considerate più impattanti nel generare visioni diverse sono: genere, etnia, generazione, orientamento sessuale, disabilità, religione. Per inclusione s’intende la capacità di costruire un ambiente dove ognuno sia benvenuto, rispettato, supportato e responsabilizzato per partecipare pienamente alle attività comuni. L’uguaglianza (o parità) rappresenta la garanzia che a tutte le persone di un’organizzazione venga dato uguale accesso alle opportunità, attraverso l’eliminazione o la riduzione di pregiudizi strutturali che nel passato hanno impedito la piena partecipazione di alcune minoranze.

Non potrei occuparmi di Diversity senza conoscerla da vicino

Si dice che nelle organizzazioni occorrano vari elementi per far funzionare l’inclusione della diversità: un Chief Diversity Officer (o titolo analogo), un team a supporto ma soprattutto vari “allies” - ossia “alleati” rilevanti in diverse funzioni aziendali che supportano gli obiettivi di inclusione - a cominciare dallo stesso CEO. Tutte queste persone devono conoscere la diversità in prima persona? No, non è necessario. Ma è indispensabile che ci siano, tra tutti gli individui coinvolti nel progetto, alcune persone che conoscono la diversità sulla propria pelle. Ed io appartengo a queste ultime.
Conoscere la diversità da vicino significa conoscerne da un lato le difficoltà e quindi poter individuare più facilmente strumenti per favorirne l’inclusione, ma vuol dire soprattutto essere consapevoli del grande potenziale che la diversità, se inclusa, può esprimere.

Nasce negli anni ‘80

Nel 1987 William Brock, Ministro del Lavoro per gli Stati Uniti del governo Reagan, commissionò l’analisi Workforce 2000 per approfondire i trend emergenti della popolazione US all’avvicinarsi del 21° secolo. Il report recitava che “solo il 15% delle persone che sarebbero entrate nel mondo del lavoro nei successivi 13 anni sarebbero stati uomini bianchi nativi Americani, contro il 47% degli allora presenti nella forza lavoro”. Il report poneva l’attenzione sul fatto che se gli Stati Uniti avessero voluto continuare a prosperare sarebbero state necessarie 3 cose:

  • mantenere la dinamicità di una forza lavoro che stava invecchiando
  • riconciliare i bisogni conflittuali di donne, lavoro e famiglie
  • integrare completamente lavoratori neri e ispanici nell’economia

Così nacque il tema della diversity e con esso il diversity management, a cui negli anni seguirono in una visione più ampia anche inclusione, uguaglianza, appartenenza.

I brand che si sono posizionati per primi

Coca Cola

Coca-Cola già nel 1971 avvertiva come i consumatori stessero diventando diversi e globali; per questo un marchio intenzionato a rispondere ai bisogni di una popolazione così ampia avrebbe dovuto condividere con loro la propria autentica empatia e comprendere visioni diverse.

Lego

Lego negli anni ’70 comunicava messaggi che non potrebbero essere più attuali. “Per i genitori. La voglia di creare è altrettanto forte in tutti i bambini. Maschi e femmine. E’ l’immaginazione che conta. Non l’abilità. […] Un letto o un camion. A molti ragazzi piace costruire le case delle bambole. Sono più umane delle astronavi. Molte ragazze preferiscono le navi spaziali. Sono più emozionanti delle case delle bambole. La cosa più importante è mettere il materiale giusto nelle loro mani e lasciare che creino ciò che desiderano”.

Apple

Nel 1997 Apple lanciò la campagna Think Different, con un pensiero più articolato e più aperto alla diversità in tutte le sue forme più brillanti. Dedicata alla geniale follia di tutti coloro che vedono le cose in modo diverso e in quanto tali hanno la forza di far progredire l’umanità.

L'Inclusione come leva di business

Boston Consulting Group, McKinsey, Harvard Business Review, Deloitte, Glassdoor… Negli ultimi 5 anni le più stimate società di consulenza o connesse al mondo del lavoro hanno dimostrato, numeri alla mano, che la capacità di includere la diversità rappresenta per le aziende un’assoluta leva competitiva, un vantaggio in termini di performance che di “sociale” ha solo un risvolto secondario agli interessi di business. Da qui il focus degli ultimi anni da parte delle aziende, dal 1° step di formazione fino allo strumento più evoluto del diversity coaching.

Quali vantaggi genera l’inclusione della diversità?

Facilità di innovazione di valore grazie a una maggiore creatività
Maggiore successo nell’apertura di nuovi business o nuovi mercati, portando a migliori risultati nel medio-lungo termine
Attrattività per le nuove generazioni, sempre più eterogenee e desiderose di vivere i propri valori anche in azienda
Capacità di risposta a bisogni sempre più eterogenei dell’universo di clienti
Forza dell’organizzazione nel suo insieme, perché il mix di competenze sarà un indiscusso vantaggio quando si dovrà reagire a stimoli diversi dal passato

Il doppio significato di Diversità

La parola diversità racchiude in sé un significato ambivalente: la sua radice etimologica porta a “divertere” (nel senso di deviare, volgere altrove) ma anche a “divertirsi”. Il contraddittorio qui sta nel fatto che il termine da un lato suscita timore per il non conosciuto e dall’altro racconta l’opportunità di guardare con curiosità e scoperta verso l’ignoto. Ad oggi il sentimento che prevale è spesso il primo, ossia una sensazione di pericolo e minaccia, mentre solo i più lungimiranti ne hanno colto tutto il potenziale (prospettiva, crescita, scambio). Perché è certamente più facile e sicuro rimanere sulla strada nota che esporsi. Ciò che è certo è che la diversità non potrà fare altro che moltiplicarsi nelle generazioni che verranno: un mondo sempre più globale e battaglie sempre più supportate porteranno ad una contaminazione allargata e solo chi si sarà strutturato per includerla potrà trarne i maggiori vantaggi.

Strategie di
diversità e inclusione

Diversity
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Training e
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dell’inclusione

Diversity
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